Scelti dalle Tenebre

Già mentre leggevo “Intervista con il Vampiro” avevo in mente il libro che gli sarebbe succeduto. Proseguire la saga delle Cronache dei Vampiri era diciamo il corso naturale degli eventi. Il libro era già stato acquistato, non mi restava che iniziarlo. Così circa alla fine di Agosto, credo, mi ero messo a leggerlo. Un bel mattoncino, 450 pagine abbondanti, ma “Sarà sicuramente interessante” pensavo. Però arrivato verso le 50 pagine il racconto non era il massimo. E sinceramente mi aveva un po’ deluso, non rispondendo alle mie aspettative. Così, considerando anche gli impegni che avevo per via della scuola (debito di matematica in primis) l’ho praticamente abbandonato.

Un paio di settimane fa l’ho ripreso e ho ricominciato a leggerlo di forza, volendo capire se era un libro meritevole. Ne è sicuramente valsa la pena. Se lo avessi lasciato a prendere la polvere tra gli altri libri mi sarei sicuramente perso uno dei più bei libri del genere, che io, se me lo concedete, mi permetto di chiamare capolavoro. Eh si. Perchè passate le 100-120 pagine la storia si fa veramente interessante. E si scopre mano a mano tutto il passato del vampiro Lestat (da pronunciare rigorosamente alla francese! :D ). La sua ben più lunga vita pone al lettore un’altra prospettiva su questa ipotetica esistenza vampiresca, fatta di secoli che passano, di “amici” che vanno e vengono e di epoche storiche che si succedono. Rispetto al primo romanzo della serie si capisce subito che la Rice è arrivata su tutt’altro piano, una scrittura più complessa e articolata, sia nelle strutture che nei termini, ma che, anche se a volte non è ben chiaro il significato di certi passaggi, fa bene il suo dovere, trasmettendo proprio quell’atmosfera rarefatta dell’esistenza fantastica e magica. Insomma, passato l’inizio, che personalmente non ho gradito troppo, è decisamente un libro da leggere, particolarmente consigliato a chi si è letto il primo “capitolo” della saga. Tra l’altro, proprio riguardo a questo, ci sono tantissimi collegamenti (ovviamente) e vengono date moltissime spiegazioni riguardo ad avvenimenti precedenti che potevano essere ritenuti alquanto oscuri. Volendo essere più cinici, mi permetto di dire che la Rice ha creato una base ampissima dalla quale partire per scrivere i suoi successivi libri (molti dei quali sono già stati pubblicati). Quindi non solo un grande libro, ma anche una grande “furbizia” e abilità, diciamo, commerciale.

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