Crescere

Credevo di aver capito e invece non ero che all’inizio. Non si cresce di continuo, si cresce ad intervalli. Ci sono degli eventi nella nostra vita che segnano delle svolte e che spesso non comprendiamo fin da subito. Ma sono essi che fanno da pietre miliari della nostra esistenza e che ci fanno profondamente riflettere e cambiare, cambiare e crescere.

Forse è proprio perché cresciamo ad intervalli che veniamo presi dalla presunzione di avere la chiave del sapere, di avere finalmente trovato il senso ultimo della vita, mentre in realtà non facciamo altro che illuderci e stravaccarci nella comodità di questo pensiero. Quando la realtà ci informa, con sorriso beffardo, che ci eravamo sbagliati è allora che soffriamo: il nostro mondo crolla.

Ma in fondo se ci pensate è sempre così, non c’è nulla di certo nella vita, in nessun momento. La vita stessa è attaccata a questa carne, questi organi che sono così meravigliosamente perfetti e così dannatamente fragili. Dunque, se la vita non è certa perchè dovrebbe esserlo tutto il resto: famiglia, amore, amici, lavoro, …?

Vivere ogni giorno come fosse l’ultimo è una bella frase, piena di significato, forse un po’ banalizzata, ma si può farlo davvero? No, non possiamo, la vita va presa con calma, con serenità, ma mai lasciata. Vivere ogni giorno invece è possibile. Trovargli un significato, ogni giorno andare a dormire con un perchè, sapere di aver fatto qualcosa di significativo; per se stessi almeno.

Crescere fa pensare all’adolescenza, quando si hanno 14-15 anni, quando si arriva a 18 e si pensa a “prima”. Ma crescere per me è oggi, ieri, questi giorni sono crescita quotidiana, sono densi di significato, sono densi di riflessioni, rimpianti, rimorsi. Qualcosa è finito, ma il grosso punto interrogativo che avevo davanti sta perdendo quella sua preoccupante gobba e sta finalmente diventando qualcosa che sì, è indefinito, ma fa ben sperare.

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