A Night With: Paul Gilbert
Si, proprio Mr. Paul Brandon Gilbert, uno dei più grandi chitarristi che questa terra abbia conosciuto, era a Perugia il 27 Maggio scorso. Io, suo grande fan, non potevo certamente mancare!
Quando me l’hanno detto pensavo mi prendessero in giro “A Perugia!? Ma dai! Ma va a cagare…“. Invece era vero. Quindi subito mi son messo in contatto e ho prenotato il posto, uno tra i circa 50 disponibili. Costo: 30€, ma i 30€ meglio spesi della mia vita… :D
Il giorno del seminario arriviamo con largo anticipo, saranno state le 8.30-8.45, quasi un’ora prima. C’era un’altra band che suonava, non so, credo una specie di Jam Session, visto che i musicisti cambiavano ogni mezzo brano. Il posto era Stix, a Madonna Alta. Visto che era ancora molto presto decidiamo di farci un giro dentro al nuovo negozio appena aperto all’interno del Drum Center, Pick. Carino, addocchio una Stratocaster Highway One con verniciatura Sunburst in Nitro che mi fa impazzire. Insomma, si gira per il negozio (ero in compagnia di due miei amici, ma presto sarebbe arrivata altra gente che conosco) e il tempo passa in un baleno. Incredibilmente ci accorgiamo che si sta facendo la fila per entrare, per fortuna! Ci piazziamo in fila e presto riusciamo ad entrare, tra i primi. Ci viene consegnato un attestato di partecipazione e un volumetto con delle tablature. Bello! Guadagnamo la seconda fila di destra, molto vicino al palchetto. La sala è bollente, 50 persone, senza aria condizionata, si muore già! Ci sono alcuni ventilatori ma servono a poco. Ipotizziamo che gli organizzatori vogliano farci svenire per dirci, una volta risvegliati, che “Paul se n’è già andato! Peccato!“.
Viene annunciato l’arrivo di Paul. Lui non si vede però! Un piccolo contrattempo, eccolo entrare accolto da un fragoroso applauso! Probabilmente se non lo si conoscesse potrebbe essere scambiato per un qualche tecnico, tanta è la semplicità con la quale si presenta, mi piace tanto anche per questo. Come mi capita sempre in questi eventi sono attonito, fisso su di lui, pronto ad ascoltare senza battere ciglio. Inizia con un fantastico “Ciaoo Peruggiiiiia”. Inizia parlando del suo primo concerto di 30 anni fa, quando lui ne aveva 11 “Yes, thirty, I’m forty-one now” e spiega come si sentiva e si chiede cosa avrebbe suonato se potesse tornare indietro con le conoscenze di oggi. Parte con un brano senza basi. Eccezionale! E’ un mostro, ma questo lo sapevo già. Non finisce di suonare che inizia con le battute: “Dopo che smisi di suonare le ragazzine mi corsero incontro urlando (era un saggio per la sua scuola n.d.n. ) ‘Bravo bravo! Ci puoi fare i Bee Gees ora!?’ Non sapevo suonarli. Da quel momento ho imparato qualcosa dei Bee Gees“. Lui è fantastico, scherza come se fosse il tuo amico che conosci da una vita, con il quale hai condiviso tante esperienze e in un certo senso la sensazione è quella. Ci puoi parlare con naturalezza, ti fa sentire a suo agio, non se la tira! Il seminario si concentra moltissimo sul ritmo e sul senso ritmico. Paul propone diversi esercizi sul ritmo. Svela anche un segreto. Lui compone spesso non partendo da una melodia ma da un ritmo sopra al quale mette delle note. Per spiegarci ciò prende il riff di Smoke on the Water e ci dice che è “Un riff minore ascendente” e che lui esegurà un “Riff al contrario, maggiore discendente“.
Si prosegue tra grandi classici e lezioni di stile, Technical Difficulties, Scarified. Una nota su Be With You “I spent so many years learning how to play fast, but I’ve become famous for this solo…” (“Ho passato così tanti anni ad imparare a suonare velocemente, ma sono diventato famoso per questo solo…“.
Incredibilmente abbiamo anche un Gilbert per nonni che interpreta Frank Sinatra. Chiaramente, non potendo suonare metal ai nonni si è trovato a dover fare qualcos’altro. Il video purtroppo non ce l’ho, ma ve lo propongo in un’altra location, con la stessa canzone! :)
Tante altre cose da dire. Ho anche avuto l’onore di rivolgergli una domanda! :mrgreen:
Gli ho domandato degli effetti che usava in serata e di solito. In particolare ero rimasto incuriosito da un effetto che attivava spasmodicamente durante Scarified. Morale della favola: è il distorsore, che stacca ad ogni pausa per avere uno stop netto, roba da crampi alle gambe!Infine non poteva mancare la foto di rito con autografi annessi!
Che dire, una meravigliosa serata. Tanta esperienza fatta e un grande onore! Stay Metal! \m/
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